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Buon compleanno al Dodo. E a Ronaldinho.

Buon compleanno al Dodo. E a Ronaldinho.

 

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21 Marzo 1980. Potrebbe essere il titolo di una canzone di Dalla, una di quelle date storiche da ricordare; invece è semplicemente la data di nascita del mio calciatore preferito in assoluto.

21 Marzo 1990. Dieci anni più tardi sono nato io, uno dei suoi più grandi fan.

21 Marzo 2020. Ho compiuto trent’anni. Stavo programmando da qualche settimana una bella festa con gli amici, solo che…il Mondo è stato colpito da una pandemia mondiale. Della serie “Sì, ma niente di serio”.  “Vabbè”, mi son detto, “festeggerò l’anno prossimo”.

21 Marzo 2021. Sto scrivendo questo articolo o pseudo-tale, non ho idea di cosa sia, mentre realizzo che anche quest’anno “non festeggerò” alla Nigiotti; lui litiga col sonno, io con l’impossibilità delle relazioni sociali.

Non ci dovremmo lamentare del superfluo, lo so bene. C’è chi sta combattendo battaglie ben peggiori, anche vicino a noi, ma la verità è che ormai ci siamo stancati tutti. Tutti, dal primo all’ultimo. Vorremmo solo riavere indietro la nostra vita, con l’affanno della quotidianità e i tormenti dell’esistenza. Persino il traffico ci manca; chi l’avrebbe mai detto, solo pochi mesi fa. Una situazione intricata, complessa, come una linea difensiva da aggirare, una retroguardia catenacciara che non lascia sbocchi. Ci vorrebbe la giocata di un veterano, la magia di un campione, la prodezza inaspettata che fa saltare il banco, come una giocata di Ronaldinho. 

Sì, lo so che state pensando, forse è un collegamento troppo pindarico. Ma chissene, oggi è il mio compleanno e anche quello di Dinho, e allora fatemi sfogare. Ci vorrebbe uno dei suoi slalom sulla fascia, uno dei suoi cambi di passo imprevedibili (chiedere alla difesa del Real Madrid); un dribbling col tacco (citofonare Rigoni), un ‘Aurelio’, una rabona. Il coniglio dal cilindro come la perla di Stamford Bridge. Sì, avete ragione, sto sognando ad occhi aperti, come si faceva quando il nome “RONALDINHO” sovrastava il dieci, campeggiando sulle spalle del giocatore dal sorriso d’oro. I dentoni che hanno conquistato il mondo. Ci manca poter vivere emozioni del genere in uno stadio. Chissà quando ci torneremo…

L’ultima partita che ho visto dal vivo è stata proprio Napoli-Barcellona (vedete che quel collegamento non è poi così folle?) all’ormai ex Stadio San Paolo, la prima volta di Messi nel tempio di Diego. Corsi e ricorsi a tinte blaugrana. Perché la vita è un cerchio che si chiude, come quello di centrocampo. Ci sono alti e bassi, periodi super e cadute clamorose. E anche questo maledetto periodo passerà e torneremo ad abbracciarci e ad emozionarci come dopo una magia di Ronaldinho.

21 Marzo 2021. Oggi compio trentuno anni e siamo ancora in pandemia. Non posso festeggiare come e con chi vorrei, ma accontentiamoci dell’abbraccio dei congiunti e di quel che abbiamo. Cerchiamo di continuare a sorridere, come Ronaldinho in campo. Da piccolo ho imparato che “The show must go on”, sempre e comunque, come cantava Freddie.

É il tempo di resistere. Non c’è una retroguardia da scardinare, siamo noi che dobbiamo difendere in questa fase. Verrà il tempo per attaccare. Il vaccino sarà il nostro Ronaldinho. E segnare un goal avrà il sapore più dolce di sempre.

Buon compleanno al Dodo. E a Ronaldinho.  

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